Sarri: “Giocato una buona partita. Infortuni? Mi meraviglio che l’AIC…

Le dichiarazioni di Maurizio Sarri subito dopo la vittoria della sua Atalanta per 3-1 sul Pafos nella 1/a giornata della fase campionato di Conference League rilasciate ai microfoni di Sky Sport.

Sulla partita: “Siamo entrati bene in partita e a differenza della partita con il Venezia non ci siamo disuniti e non abbiamo concesso quasi nulla agli avversari e secca anche aver preso gol. Il divario tecnico lo si è visto solo perché noi abbiamo giocato una buona partita“.

Sul momento della squadra: “Sono due gare in cui abbiamo innalzato la capacità di essere pericolosi, dobbiamo però trovare equilibrio“.

Sugli infortuni: “Facciamo un esposto a UEFA e FIFA, sono troppi per tutti visto il calendario assurdo al quale sono sottoposti i calciatori. Poi ci sono anche le Nazionali. Scalvini si è fatto male appena tornato dalla Nazionale, Raspadori è tornato infortunato dalla Nazionale. Sinceramente, mi meraviglio che l’AIC non dica nulla“.

Sul suo bilancio dopo 3 mesi all’Atalanta: “La società è una società modello che non avevo mai incontrato prima, abbiamo la difficoltà che i calciatori provengono da un calcio diverso ma si sono subito adeguati. Dove può arrivare? A lungo termine non so, a medio termine più avanti possibile“.

Atalanta, tutto facile col Pafos: 3-1 per la Dea

L’Atalanta esordisce bene in Conference League battendo il Pafos per 3-1 a Bergamo nella gara valevole per la 1/a giornata della fase campionato.

Dea in vantaggio dopo 48 secondi con Elmas, raddoppio al 21′ con Raspadori su rigore procurato per fallo su Zalewski. E sul quale l’ex Napoli si infortunia (probabile stiramento per lui). Al suo posto entra De Ketelaere che al 44′ fornisce a Scamacca l’assist del 3-0.

La ripresa è accademia nerazzurra. L’Atalanta sfiora in più occasioni il 4-0 ma all’88’ subisce il 3-1 di Biel (incerto Carnesecchi nell’occasione). Settimana prossima test più probante ad Amsterdam con l’Ajax.

Questa sera alle 21:40 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera, alle ore 21:40 sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra, torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo della vittoria dell’Atalanta sul Venezia e dell’immediata vigilia di Atalanta-Pafos, 1/a giornata della fase campionato di Conference League. Vi aspettiamo numerosi.

Sarri: “Con il Pafos partita dura. Scalvini? Non è infortunato gravemente ma…”

La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Pafos dell’allenatore della Dea Maurizio Sarri, tratta da fantacalcio.it

Sulla partita: “Una partita importante, come sempre quando si giocano partite europee sarà dura. Affrontiamo una squadra più forte del nome che porta, con qualità tecnica visti i tanti portoghesi e brasiliani. Ci sarà da soffrire”.

Su Scalvini: “Scalvini non ha un infortunio molto grave, ma per qualche giorno dovrà stare a riposo. Probabilmente salterà anche il Milan. Andremo a sopperire con quelli che abbiamo, ma in questo momento è importante che tutti siano coinvolti quindi bene che mettano piede in campo più giocatori possibili”.

Su De Ketelaere: “Negli ultimi tempi in nazionale ha giocato più accentrato e si è trovato piuttosto bene: quindi, visto che stavamo provando anche quest’altro modulo, ho pensato di metterlo alla prova in quella posizione di campo. Mi sembra tutto abbastanza normale”.

Sul modulo: “Abbiamo perso il controllo della partita ad un certo punto, concedendo campo aperto agli avversari: non mi piace questa cosa: questo ha finito poi per complicare le cose, ed è per questo che poi sono tornato al 4-3-3“.

Su Carnesecchi: “Il problema è che non posso farlo giocare in mezzo al campo (risata ndr.). Ed è uno di quelli a cui io non perdonerò mai, assolutamente, niente, perché secondo me ha le potenzialità per fare la differenza, e io pretendo che la faccia. Ha le spalle larghe per reggere questa responsabilità, sicuramente“

Atalanta-Venezia 3-1, l’editoriale – C’è anche un problema di testa

Vittoria più ossimorica di quella ottenuta dall’Atalanta sul Venezia per 3-1 nella sfida valevole per la 6/a giornata di Serie A 2026/2027 non avrebbe potuto esserci.

La compagine di Sarri era chiamata a vincere e, se possibile, anche a convincere per rispondere a un periodo opaco sia in termini di risultati (tre sconfitte consecutive) sia in termini di gioco. E il fanalino di coda Venezia era l’avversario ideale per ottenere questo doppio scopo.

I primi 35 minuti di gioco hanno infatti soddisfatto le aspettative della vigilia. L’Atalanta ha trovato con facilità tre reti, ha costruito altre opportunità, ha pressato alti gli avversari impedendo loro di trovare contromisure.

Il tutto con un modulo, il 4-2-3-1 con De Ketelare alle spalle di Krstovic e con Elmas, uno dei due esterni alti assieme a Rowe, a far da equilibratore. Bene anche la diga mediana formata da Kessie e Ederson.

Ma c’è stato uno spartiacque: il gol di Hainaut su dormita di Zappacosta arrivato alla prima folata offensiva del Venezia. Da lì in avanti l’Atalanta si è spenta completamente.

Certo, nei restanti 60 minuti (nel computo abbiamo considerato anche i due recuperi) qualche occasione in contropiede (e non sfruttata) da parte della Dea vi è stata ma è innegabile evidenziare come la partita l’abbia fatta la squadra di Stroppa (esonerato quest’oggi, ndr) e che solo qualche errore di troppo in fase di realizzazione (e la sfortuna di due legni colpiti) abbia impedito ai lagunari di riaprire una gara frettolosamente dichiarata chiusa dai nerazzurri.

Ecco perché risulta difficile godere pienamente del successo dell’Atalanta. Perché questi 60 minuti hanno del tutto oscurato i primi, scintillanti, 35.

In sala stampa, Sarri ha ammesso di non essere riuscito ancora a capire se il calo sia stato fisico o mentale.

Sinceramente, propendiamo per la seconda ipotesi. Perché è plausibile che una squadra in cerca di certezze come è l’Atalanta possa andare in tilt se subisce gol al primo tiro degli avversari in una partita in controllo.

Ed è ancora più plausibile che vada in tilt se i suoi leader tecnici (o presunti tali) non abbiano performato come De Ketelaere e Rowe.

Detto questo, servivano i 3 punti e i 3 punti sono arrivati. Sperando che il processo di crescita prosegua in maniera rapida.

Sarri: “Primo tempo di alto livello, poi abbiamo sofferto. E sul 4-2-3-1…”

Le dichiarazioni di Maurizio Sarri subito dopo la vittoria della sua Atalanta sul Venezia per 3-1

Sulla partita: “Abbiamo fatto un primo tempo di alto livello con continue palle gol e di grande ritmo, purtroppo abbiamo subito un gol che potevamo facilmente non subirlo. Non so se abbiamo pagato dal punto di vista fisico o dal punto di vista mentale, la realtà è che abbiamo smesso di andarli a pressarli alti e abbiamo iniziato a soffrire un avversario che ha fatto soffrire tutti, lasciate perdere la classifica. Nel finale potevamo essere più puliti nello sfruttare le ripartenze“.

Su come ha visto l’Atalanta: “Non l’ho vista male nei momenti di difficoltà per spirito di sacrificio, visti i primi 30-35 minuti dobbiamo aver coraggio. Se riusciamo a portarli a 60-65 minuti possiamo essere un problema per chiunque. L’atteggiamento mi è piaciuto nel primo tempo per l’essere propositivi e per il coraggio, non mi è piaciuto l’aver smesso di andarli a prendere alti. Con il 4-2-3-1 o diventi padrone della partita o vai in difficoltà“.

Sull’espulsione di Elmas: “Elmas non l’ha fatto apposta, voleva uncinare il pallone e si è trovato col piede a martello sull’avversario. Poi ho visto le immagini del VAR anche se tali immagini rimangono una cosa diversa rispetto al calcio. Perché l’ho scelto? Perché giocando con un calciatore offensivo in più ho scelto Elmas perché dà un po’ più di equilibrio“.

Sui calciatori usciti per un problema fisico: “Bellanova ha un dolore sul gluteo penso nulla di grave, Scalvini il dolore lo ha sul flessore e dobbiamo valutare“.

Sul 4-2-3-1: “Il passaggio al 4-2-3-1 è talmente definitivo che nell’ultima mezz’ora abbiamo fatto 4-3-3, si tratta di un’alternativa che abbiamo. E’ stato bello vederlo nei primi 35 minuti, è stato preoccupante vederlo quando è diventata una partita aperta, una palla per noi e una palla per loro. Si tratta di un modulo che offre più pericolosità offensivo ma meno equilibrio. Dobbiamo ancora rodarlo“.

Sulla scelta di Krstovic: “Il differenziale dei minuti tra Krstovic e Scamacca è irrisorio, stasera ho fatto giocare Krstovic per avere un po’ più di profondità dato che il Venezia accetta l’1 vs 1 dietro“.

Su Kessie: “Kessie è un ragazzo di umiltà ma quando si gioca è anche un ragazzo di personalità, mi ha colpito sia il suo carattere che il suo atteggiamento da quando è arrivato. E’ raro avere un calciatore sia umile che di personalità, ce lo teniamo stretto“.

Sui cambi: “Se avessimo fatto il 4-1 i cambi sarebbero stati tutti offensivi, ma poi abbiamo perso difensori“.

Sulle parole di Giuntoli che ha detto che l’Atalanta sta facendo allenamenti specifici di tipo “cardiaco“: “Cardiaco? Penso che si riferisca a qualche allenamento di tipo metabolico“.

Su Rowe: “Rowe ha fatto bene per un’ora poi si è assentato un pochettino pure lui e questo mi fa pensare che abbia ancora molto da fare“.

Sarri: «L’Atalanta deve liberarsi dalla paura e tornare a giocare»

Nella lunga intervista rilasciata a L’Eco di Bergamo, l’allenatore dell’Atalanta ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sul percorso di cambiamento intrapreso negli ultimi mesi, sulle difficoltà emerse in avvio e sulle possibili strade da seguire per migliorare.

Il punto di partenza è rappresentato dall’eredità degli ultimi anni. L’Atalanta ha sviluppato nel tempo un’identità precisa, riconoscibile e consolidata, e modificarne alcuni principi non può essere un processo immediato. Sarri descrive una squadra che ha dovuto prima abbandonare parte delle proprie certezze e che adesso sta cercando di costruirne di nuove. Una fase di transizione che può spiegare, almeno in parte, le difficoltà mostrate nelle prime settimane.

Ma l’allenatore mette anche un limite al concetto di «tempo». Continuare a invocarlo, infatti, potrebbe trasformarsi in una giustificazione eccessiva. Qualcosa, secondo Sarri, si sta già muovendo nella direzione desiderata: la squadra gioca più alta, mantiene maggiormente il possesso e riesce con maggiore continuità a stazionare nella metà campo avversaria. Il passo successivo consiste però nel convertire questo predominio territoriale in occasioni e incisività.

Il problema sembra riguardare soprattutto la libertà con cui i giocatori interpretano le situazioni. L’impressione è che siano ancora molto concentrati sui nuovi meccanismi da applicare e meno capaci di affidarsi all’istinto.

Le difficoltà più evidenti emergono nella zona offensiva. Mancano iniziative individuali, movimenti efficaci lontano dalla palla e attacchi degli spazi. Troppo spesso i giocatori ricevono il pallone da fermi, facilitando così il compito delle difese avversarie. Per Sarri, dunque, la componente psicologica potrebbe avere un peso almeno pari a quella tattica: pensare continuamente a ciò che si deve fare rischia di togliere spontaneità al gioco.

Ecco perché una delle priorità indicate dal tecnico è proprio quella di liberare la mente. L’errore non deve diventare un problema, a patto che i giocatori tornino ad assumersi responsabilità, ad attaccare gli spazi e a giocare con maggiore aggressività. Sarri riconosce anche una parte di responsabilità personale: nel tentativo di trasferire alla squadra i propri concetti, potrebbe aver finito per comprimere l’istinto e la naturalezza di alcuni elementi.

L’ipotesi del 4-2-3-1

Sul fronte tattico non è tramontata la possibilità di ricorrere al 4-2-3-1. Si tratterebbe di una soluzione alternativa al 4-3-3, non necessariamente di un cambio di filosofia. Lo staff sta valutando entrambe le possibilità, anche sulla base delle caratteristiche dei centrocampisti a disposizione, alcuni dei quali sembrano più adatti a occupare la posizione di vertice basso, altri quella di mezzala.

Un discorso analogo riguarda il reparto offensivo. Sarri ha spiegato di aver sempre visto Raspadori soprattutto come una punta centrale. La sua capacità di ricoprire più ruoli rappresenta certamente una risorsa, ma può diventare anche un elemento che complica le scelte tattiche.

Per quanto riguarda De Ketelaere nel ruolo di centravanti, invece, il tecnico ha ricordato la concorrenza rappresentata da Scamacca, Krstovic e dallo stesso Raspadori. Si tratta di calciatori sui quali il club ha puntato in maniera significativa e che, di conseguenza, non possono essere semplicemente messi da parte. La sfida sarà individuare per ciascuno la posizione più adatta, cercando contemporaneamente di garantire il miglior rendimento possibile e l’equilibrio della squadra.

La fiducia in Kessie e Rowe

Tra i giocatori sui quali Sarri ripone particolare fiducia ci sono anche Kessie e Rowe, seppur con caratteristiche diametralmente opposte.

Il centrocampista ivoriano viene considerato un calciatore dotato di una spiccata capacità di lettura e di comprensione del gioco. Rowe, invece, rappresenta maggiormente l’imprevedibilità e l’istinto: proprio per questo, secondo Sarri, deve avere la possibilità di esprimere liberamente la propria creatività, accettando anche la possibilità che qualche giocata non vada a buon fine.

Scalvini al centro della nuova Atalanta

In fase difensiva, uno dei nomi più importanti è quello di Scalvini. Sarri ne ha sottolineato la rapida crescita e le qualità, individuandolo come un possibile riferimento non soltanto dal punto di vista tecnico.

L’obiettivo è infatti quello di trasformarlo in un vero leader, capace non solo di assumersi responsabilità individuali ma anche di trascinare il resto del reparto. Anche il nuovo approccio difensivo, maggiormente focalizzato sulla posizione del pallone e sulla capacità di leggere preventivamente le situazioni, potrebbe esaltarne ulteriormente le caratteristiche.

Gli addii di Djimsiti e de Roon

Nel corso dell’intervista non sono mancati riferimenti alle partenze della scorsa estate. Sarri ha ammesso che avrebbe voluto continuare a lavorare con Djimsiti e di essere rimasto sorpreso dalla sua cessione. Allo stesso tempo, ha compreso la decisione della società di venire incontro a un calciatore che aveva rappresentato una figura importante nella storia recente dell’Atalanta.

Ancora più significativo il passaggio relativo a de Roon. Sarri ha chiarito di non aver mai comunicato al centrocampista di essere fuori dal progetto tecnico. Secondo il racconto dell’allenatore, il giocatore avrebbe preferito parlare direttamente con la società prima di decidere il trasferimento alla Roma. Non ci sarebbe dunque stata, almeno dal punto di vista di Sarri, una vera esclusione tecnica dell’olandese.

«Troppi bravi ragazzi»

Uno degli elementi che maggiormente rassicurano l’allenatore riguarda invece l’ambiente di lavoro. Sarri ha espresso apprezzamento per la società, per la famiglia Percassi, per il centro sportivo di Zingonia e per la professionalità dimostrata dalla squadra durante gli allenamenti.

Proprio sul gruppo, però, emerge una considerazione particolare. Secondo Sarri i giocatori sono forse fin troppo educati e disponibili: una caratteristica positiva sotto molti aspetti, ma che può tradursi anche in una certa passività. Il tecnico vorrebbe quindi vedere maggiore personalità, più capacità di confronto e persino qualche momento di confronto acceso, purché si mantenga sempre all’interno dei corretti equilibri dello spogliatoio.

Un calendario senza pause

A complicare il lavoro ci sarà anche il calendario. Nove partite concentrate in appena ventisei giorni lasceranno pochissimo spazio agli allenamenti, proprio ciò di cui una squadra impegnata nell’apprendimento di nuovi concetti avrebbe maggiormente bisogno.

Sarri vede però anche un possibile vantaggio nella situazione. Giocare con grande frequenza significa avere meno tempo per rimuginare e pensare continuamente ai nuovi compiti. La ripetizione attraverso le partite potrebbe aiutare i calciatori a trasformare progressivamente quanto appreso in automatismi più naturali.

In definitiva, il discorso di Sarri non riguarda soltanto il sistema di gioco o la scelta degli interpreti. Il tecnico chiede alla sua Atalanta di smettere di preoccuparsi eccessivamente dell’esecuzione dei compiti e di recuperare invece coraggio, iniziativa e personalità.

Le sconfitte recenti rendono naturalmente importante tornare a conquistare punti, ma la vera priorità indicata dall’allenatore sembra essere un’altra: tornare a giocare con libertà.

La fase dedicata all’apprendimento dei nuovi principi è servita per gettare le basi. Ora, secondo Sarri, è arrivato il momento di trasformare quelle idee in calcio vero.

De Ketelaere: “Quest’estate ho parlato con il PSG ma poi…”

In attesa di sfidare questa sera a San Siro l’Italia con il suo Belgio, Charles De Ketelaere ha rilasciato un’intervista al quotidiano belga La Derniere Heure svelando un retroscena di mercato. Queste le sue dichiarazioni, tratte da goal.com:

“C’erano squadre interessate, ma quando vedi i costi dei trasferimenti nel mercato attuale, non è sempre facile andarsene. So che l’Atalanta chiedeva molto, credo che la cifra si aggirasse intorno ai 50 milioni di euro. Ma devi trovare una squadra che se lo possa permettere. In Premier League diverse squadre possono, ma non è successo. Ho parlato con il PSG, ma alla fine hanno scelto Ferran Torres. Ma sono felice all’Atalanta. So quanto sia importante essere un titolare fisso, dai tempi del Milan. Mi piacerebbe lottare per i titoli un giorno. Ho questa ambizione, ma ho 25 anni e ho ancora tempo“.

Atalanta, presentata la terza maglia per la stagione 2026/2027

L’Atalanta ha presentato la terza maglia per la stagione 2026/2027. Casacca in tonalità “Toasted Sesame” e che presenta rilievi tridimensionali che richiamano la Meridiana Monumentale del Palazzo della Ragione. Presente lo stemma storico del 1964.